09/02/2018
 
Schede carburanti: addio dal 1 luglio

Dal 1 luglio 2018 le schede carburanti non potranno più essere utilizzate, da nessuno e in nessun caso, la Legge di stabilità ne prevede l'abrogazione.
 
I rifornimenti di carburante, per essere correttamente documentati, a pena di indetraibilità IVA e indeducibilità dei costi, dovranno:
- essere pagati con moneta elettronica: carte di debito (bancomat), carte di credito o carte prepagate, tutte le carte devono essere emesse da operatori finanziari dotati di stabile organizzazione in Italia (quindi la maggior parte degli istituti finanziari, con esclusione di carte emesse all'estero)
- documentati con fattura elettronica (nei confronti di tutti i soggetti IVA, compreso autotrasportatori, minimi e forfettari)
 
Una particolarità: l'anticipo della fatturazione elettronica nella filiera dei carburanti, disciplinata dal comma 917 della Legge di stabilità, recita "cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori" sembrano pertanto escluse dall'anticipo della fatturazione elettronica le cessioni di GPL e metano.
Stante l'attuale formulazione coloro che utilizzano automezzi alimentati a metano o GPL saranno tenuti al solo pagamento elettronico, e alla "ricostruzione" della spesa effettuata sulla base dei pagamenti tracciabili documentati. Questo fino al 31/12/2018, essendo dal  2019 esteso a tutte le operazioni l'obbligo di fatturazione elettronica.
 
Possibili soluzioni, al momento, si possono solo ipotizzare. Gli autotrasportatori che già da anni devono documentare con fatture, e non con schede carburanti, il consumo di carburante, utilizzano delle "carte" emesse dalle compagnie petrolifere che consentono il rifornimento presso i propri distributori ed il pagamento dopo il ricevimento della fattura riepilogativa, di solito ogni due settimane. Questa soluzione, cosiddetta netting ha però lo svantaggio di doversi rifornire presso gestori della compagnia che ha emesso la carta. Ogni carta è poi utilizzabile su un singolo automezzo, quindi in caso di più automezzi occorre dotarsi di altrettante carte.
Ci sono anche carte che consentono il rifornimento presso gestori di diverse compagnie.
Questa soluzione risolverebbe anche il rifornimento presso stazioni self-service, se convenzionate con il circuito prescelto.
Non è da escludere che altre soluzioni possano essere proposte in questi mesi, magari da istituti di credito o da altri operatori.
Un piccolo corto circuito è determinato dall'obbligo di utilizzo di moneta elettronica congiuntamente alla fatturazione elettronica: l'uso di carte come quelle sopra elencate prevede sì l'emissione di fattura, ma il pagamento avviene con addebito in conto corrente e non con moneta elettronica. Inoltre la fattura viene emessa da un soggetto terzo e non dal distributore. È auspicabile l'emanazione di futuri chiarimenti in proposito, infatti il comma 923 della Legge di stabilità prevede che il pagamento possa avvenire anche con "altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate".
 
Non sto dicendo che dobbiamo muoverci domani, ma cominciamo a pensarci..

   
 

 

 

Studio  dott. Simonini   ragioniere - dottore in economia - tributarista certificato UNI 11511:2013

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