02/01/2016

Limite utilizzo contanti – Obbligo POS

Cambia, per la sesta volta in otto anni, il limite all’utilizzo dei contanti. Costi più contenuti per chi accetta carte di credito, ma salta il vincolo dei 30 euro e saranno introdotte sanzioni per chi non accetta – da consumatori privati – pagamenti con carte e bancomat.

Da quest’anno il limite per l’utilizzo dei contanti è stato rialzato a 3.000,00 euro – il che significa che sono ammessi pagamenti fino a 2.999,99 euro in monete e banconote.

A differenza dei precedenti provvedimenti, questo limite non si applica a tutte le transazioni: per le rimesse di denaro - i cosiddetti money transfer - il limite resta a mille euro (ammessi fino a 999,99); stesso importo per gli assegni senza indicazione del beneficiario, ovvero quelli senza la clausola di non trasferibilità prestampata da richiedere espressamente in banca al costo di 1,50 € di imposta di bollo (mai visti).

Nel corso del 2016 sono attesi provvedimenti che favoriscano il diffondersi dei mezzi di pagamento tracciabili, soprattutto carte di credito e bancomat.

Contestualmente, dal 1 gennaio 2016, scompare il limite dei 30,00 euro al di sotto del quale imprese e professionisti non erano tenuti ad accettare pagamenti con POS. Tutti i soggetti economici –imprenditori e professionisti - dovranno accettare pagamenti da privati con carte di credito o bancomat indipendentemente dall’importo. L’unico tetto sarà rappresentato dal limite di utilizzo o dal credito residuo della carta del debitore. Sono previste sanzioni, da definirsi  a breve con un provvedimento ad hoc, per coloro che non si adegueranno. Ricordo che non è obbligato a dotarsi di POS chi ha solo clientela con partita IVA. Sarà esonerato solo chi potrà dimostrare una oggettiva impossibilità tecnica, le cui condizioni al momento non sono ancora state chiarite, una potrebbe essere l’esercizio dell’attività in luogo non coperto dal servizio.

L’innalzamento da 1.000 a 3.000 del limite all’utilizzo dei contanti potrebbe trovare giustificazione per gli esercenti con clientela estera, i cui acquisti - se saldati in contanti - devono scontare una noiosa procedura di identificazione dell’acquirente, oltre a precipue comunicazioni e modalità di versamento da parte del negoziante.

Opinioni diverse sono state espresse sulla diminuita efficacia di contrasto al “nero”, considerato che nel nostro Paese le percentuali di transazioni regolate con carte di credito sono molto inferiori alla media UE.

 

Per curiosità e memoria, ecco come sono cambiati nel corso del tempo i limiti all’utilizzo del contante, tra parentesi i Presidenti del Consiglio dei Governi che hanno cambiato la normativa:

fino al 8/05/1991                             nessun limite

dal 9/05/1991 al 25/12/2002       € 10.329,14 - 20 milioni di lire – introduzione normativa antiriciclaggio (Andreotti)

dal 26/12/2002 al 29/04/2008     € 12.500,00         (Berlusconi)

dal 30/04/2008 al 24/06/2008     € 5.000,00           (Prodi)

dal 25/06/2008 al 30/05/2010     € 12.500,00         (Berlusconi)

dal 31/05/2010 al 12/08/2011     € 5.000,00           (Berlusconi)

dal 13/08/2011 al 05/12/2011     € 2.500,00           (Berlusconi)

dal 6/12/2011 al 31/12/2015       € 1.000,00           (Monti)

dal 01/01/2016                            € 3.000,00           (Renzi)



 

Studio  dott. Simonini   ragioniere - dottore in economia - tributarista certificato UNI 11511:2013

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Associato ANCIT Associazione Nazionale Consulenti Tributari Italiani


 

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