09/03/2015

Come applicare la marca da bollo sulle fatture spedite via mail

Sempre più spesso le fatture vengono spedite via mail,

vediamo com’è possibile assolvere correttamente l’imposta di bollo nei casi in cui la fattura è:

-          esente IVA (prestazioni mediche esenti IVA Art. 10 n.18 DPR 633/1972, e altre esenti);

-          non imponibile (fattura ad esportatore abituale che abbia manifestato con dichiarazione d’intento l’opzione di acquistare senza IVA, non imponibile IVA Art. 8, 1 c., lett. C, DPR 633/1972);

-          emessa da contribuente minimo (vecchio e/o nuovo regime)

-          non imponibile Art. 15 DPR 633/1972 per addebito di spese sostenute in nome e per conto del cliente.

 

Nel caso in cui la fattura/parcella sia di importo superiore a 77,47 euro deve essere assoggettata ad imposta di bollo da 2,00 euro.

L’importo dell’imposta di bollo può, e di solito viene, addebitato al cliente.

Prima dell’avvento della posta elettronica le fatture venivano consegnate a mano o spedite, la marca da bollo veniva applicata sulla fattura consegnata o spedita mentre sulla copia conservata dall’emittente veniva scritto “marca da bollo sull’originale”.

Le marche da bollo venivano annullate con barratura o data, oggi l’annullamento non è più necessario in quanto ogni marca da bollo ha un numero identificativo formato da 14 cifre (es. 01121001624667) sull’ultima riga in basso.

 

Pur potendosi tranquillamente procedere come sempre fatto, con consegna o spedizione dell’originale corredato della marca da bollo, sempre più spesso le fatture vengono trasmesse utilizzando la posta elettronica.

In questo caso le modalità corrette per la gestione della marca da bollo sono:

1)      applicare la marca da bollo sulla fattura che viene conservata (quindi sulla nostra copia e non sulla copia cliente);

2)      addebitare l’imposta di bollo da 2,00 euro in fattura;

3)      indicare nella copia cliente (e anche nella nostra se è comodo) la seguente dicitura “Imposta di bollo assolta mediante apposizione di marca da bollo di due euro recante n° identificativo (indicare numero di 14cifre) sull’originale in possesso del soggetto emittente».

 

Preciso che la fattura inviata via mail, possibilmente nel formato pdf, non è una fattura elettronica.

 

Casi in cui non si applica l’imposta di bollo:

-          fatture imponibili IVA;

-          fatture esenti/non imponibili/regime dei minimi di importo inferiore a 77,47 euro:

-          merci in esportazione:

-          cessioni e prestazioni intra comunitarie (Paesi UE):

-          reverse charge o inversione contabile (le prestazioni sono soggette IVA ma con applicazione e annotazione dell’IVA a carico del cliente, non solo prestazioni edili art. 17 ma anche cessioni di rottami art. 74, c.7-8).

 

Fatture “miste”:

Nel caso in cui la fattura contenga sia importi imponibili IVA che non imponibili, per esempio un avvocato o un notaio che addebiti oltre alle proprie competenze importi non imponibili Art. 15 DPR 633/1972, nel caso in cui gli importi non imponibili siano complessivamente superiori a 77,47 la fattura sarà soggetta ad imposta di bollo di 2,00 euro pur avendo, per altri importi, scontato l’IVA.

 

Copie conformi:

capita che venga richiesta copia di una fattura già emessa, perché persa o non pervenuta, in questo caso l’emissione della “copia conforme” segue il trattamento della fattura originaria: se era soggetta a bollo lo sarà anche la copia, se la fattura originaria non era soggetta a bollo non lo sarà neppure la copia.



 

Studio  dott. Simonini   ragioniere - dottore in economia - tributarista certificato UNI 11511:2013

Via  Caduti in Russia,  13  - 20086 -  Motta Visconti (MI)  P. IVA 04318200963

Professione disciplinata dalla Legge 4 del 14 gennaio 2013

Associato ANCIT Associazione Nazionale Consulenti Tributari Italiani


 

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