28/08/2011 
Utilizzo contante: nuova soglia a 2.500 euro (pagamenti ammessi fino a 2.499,99)
Dal 6/12/2011 sostituire "2.500" con "1.000" e "2.499,99" con "999,99".

Riceverete sintesi e commenti sulla manovra di ferragosto quando avremo qualcosa di definitivo, da quanto ho letto in questi giorni molte delle misure previste verranno stravolte, cancellate o sostituite.

Una misura però è già entrata in vigore il 13/08 (giorno di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del D.L. 138/2011):

riguarda il nuovo limite sull’utilizzo del contante per regolare debiti e crediti tra privati e operatori economici; detto limite era stato portato da 12.500 a 5.000 euro lo scorso anno,

dal 13 agosto passa da 5.000 a 2.500 euro.

In pratica significa che non si potrà utilizzare contante, o assegni non trasferibili, per importi pari o superiori a 2.500 euro, neppure per pagamenti frazionati.

Qualche esempio per chiarire:

fattura di 2.499,99 euro: è possibile il pagamento con qualsiasi mezzo (assegni non trasferibili, assegni liberi, contanti);

fattura di 2.500 euro: pagamento solo con strumenti tracciabili (assegni non trasferibili, bonifici, carte di credito, carte di debito e prepagate);

fattura di 3.000: non è possibile procedere a pagamenti frazionati con utilizzo di contante (esempio, pago un acconto di 2.000 in contanti e dopo qualche tempo il saldo di 1.000 in contanti).

Sarebbe possibile utilizzare il contante fino a 2.499,99 e la restante parte con strumenti tracciabili (assegni, bonifici, ecc.) ma il comportamento è sconsigliabile perché potrebbe indurre a supporre un utilizzo di contante di dubbia provenienza (ricavi non dichiarati).

 

Ovviamente nessun limite quando la controparte è un istituto bancario o postale, per esempio un commerciante che versa l’incasso della giornata in banca ovviamente potrà depositare qualsiasi ammontare (evidentemente di importo corrispondente agli scontrini rilasciati il giorno precedente, o i giorni successivi all’ultimo versamento effettuato).

è anche possibile richiedere ad un istituto bancario il rilascio di contante per qualsiasi ammontare ma, nel caso l’operazione sia di importo superiore a 2.499 euro l’istituto bancario dovrà segnalarla al ministero dell’economia e delle finanze e pertanto si sconsiglia vivamente.

Per le imprese in contabilità ordinaria sarà necessaria una gestione oculata del saldo cassa (a parte i valori come assegni) in quanto il professionista sarà obbligato a segnalare movimenti di contante superiore a 2.499 (pena sanzione di 3.000 euro in capo al professionista), è quindi sempre più consigliabile ridurre al minimo l’utilizzo di contante, e solo per esigenze di piccola cassa, e provvedere al pagamento di stipendi, prelievi soci e pagamento fornitori con strumenti tracciabili, ovvero assegni non trasferibili o, meglio ancora, bonifici.



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Studio  dott. Simonini   ragioniere - dottore in economia - tributarista certificato UNI 11511:2013

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